Antonella Sacconi è indubbiamente una fotografa anche se di mestiere non fa la fotografa. È Infatti una insegnante di italiano e latino alle superiori. E in curriculum ha una laurea in archeologia greca. Ma ama la fotografia sin da quando era ragazzina e la considera uno strumento di espressione e ricerca personale che da sempre fa parte del suo universo quotidiano.

Osserva infatti il mondo come se avesse in ogni momento davanti agli occhi il mirino di una sua reflex. Perché quando lo guarda le piace isolarne i particolari, evidenziarne le geometrie, inseguirne le linee, studiarne le simmetrie.

È il  suo  modo di osservare la realtà, di registrarla, di rappresentarla.

La macchina fotografica ha per lei un valore ontologico: è il suo strumento per conoscere fisicamente e organizzare mentalmente ciò che la circonda.

Non sceglie i soggetti in virtù di chissà quale visionaria e immaginifica riflessione: usa l’istinto. Nota qualcosa che le piace e scatta subito, come se avesse progettato di farlo da anni e non fosse la prima volta che lo vede. Ad attrarla è l’emozione che un edificio le trasmette, non importa se è bello o brutto. L’importante è che scoppi il colpo di fulmine. La sua infatti è una storia di seduzione e amore con l’architettura. Con quella antica, che si nutre di principi classici. E con quella contemporanea, che sembra tanto più disarmonica ma che in fondo si ispira alle stesse regole e risponde alle stesse esigenze: la ricerca del bello, la sfida agli dei, ai limiti del mondo fisico.

 

C’è un motivo preciso per cui usa il bianco e nero: vuole che l’occhio si concentri    sulle linee, non sulle variazioni cromatiche. È per questo che priva di colore gli edifici: li spoglia perché di loro rimanga solo la forma nuda, la loro essenza grafica, la loro anima architettonica, la loro intima struttura geometrica. Il suo è un bianco e nero fortemente contrastato,  denso, materico,  tridimensionale. Sembra quasi di poter toccare gli edifici che ritrae, di poter camminare in mezzo a essi. Ne viene fuori una potente narrazione  dell’immaginario estetico e architettonico dell’Uomo contemporaneo, che considera l’architettura come una forma d’arte, gli architetti come degli artisti e gli edifici come uno specchio dell’epoca in cui si vive.

 

A volte Antonella Sacconi inserisce nelle immagini una figura umana. In alcune occasioni la ritrae con un taglio da street-photography, rendendola essenziale alla logica della narrazione. In altre è poco più di una silhouette, elemento architettonico all’interno di  un’architettura.

Ma comunque la riprenda, ha sempre una valenza estremamente significante. È lì a rappresentare la specie dell’Uomo nel suo insieme, nel contempo artefice e fruitore delle proprie opere. E a indurci a riflettere sulla sua doppia natura. Da una parte non solo è un essere capace di costruire architetture gigantesche e maestose ma è anche forse l’unico e irripetibile soggetto pensante nell’universo eterno e infinito. Dall’altra è una nullità non solo in confronto al tempo eterno e allo spazio infinito dell’universo ma perfino rispetto alle stesse architetture che ha costruito. Un paradosso assurdo, un ossimoro ineguagliato.

 

 Alessandro Luigi Perna

   NUDE FORME

 

GEOMETRIE DELL'ARCHITETTURA CONTEMPRANEA

 

La Casa di Vetro Milano

12-20 Novembre 2016

                                        

                                              courtesy Alidem

Menhir
Menhir

Expo Milano 2015

UnderTheSky
UnderTheSky

Cantina Antinori Firenze 2016

UrbanLines
UrbanLines

Boston 2014

AllAround
AllAround

Milano 2013

Urban Boulevard
Urban Boulevard

Chicago 2014

OmbreAlMuseo
OmbreAlMuseo

Gare D'Orsay Parigi 2012 courtesy Alidem

DoubleCurve
DoubleCurve

Reichstag Berlino 2016

LaFolleCorsa
LaFolleCorsa

Città della Scienza Valencia 2013

Wall
Wall

Bicocca Milano 2013

Graphism
Graphism

Seattle 2015

Apparitions
Apparitions

Gae Aulenti Milano 2014

AlvarAalto
AlvarAalto

Casa Finlandia Helsinki 2013

Curves
Curves

Expo Milano 2015

Titanium
Titanium

Guggenheim Bilbao 2013

Glass
Glass

Seattle 2015

Freedom
Freedom

Beekman Tower New York 2014

DoubleLights
DoubleLights

Cantina Antinori Firenze 2016

VentagliDiLuce
VentagliDiLuce

Stazione Mediopadana Reggio Nell'Emilia 2013

Trip
Trip

Expo Milano 2016

OpticalIllusion
OpticalIllusion

Città della Scienza Valencia 2013

AsEscher
AsEscher

Cantina Antinori Firenze 2016

ArchiStar
ArchiStar

Seattle 2015

Alone
Alone

Guggenheim New York 2009

Nude Forme
Nude Forme

Mudec Milano 2015

Vertical Forest
Vertical Forest

Expo Milano 2015

Looking
Looking

Guggenheim New York 2014

Windows2015
Windows2015

Budapest 2015

Zero
Zero

Guggenheim New York 2014

BlackAndWhite
BlackAndWhite

Expo Milano 2015

Fans
Fans

Stazione Mediopadana Reggio Nell'Emilia 2014

Arches
Arches

Bilbao 2013

                                     

                                      courtesy Alidem